Museo Civico di Sinnai

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il ritratto

Il ritratto è un genere al quale D'Aspro si dedica per gran parte della sua vita artistica. In esso egli trova gli strumenti idonei per interpretare e riprodurre gli atteggiamenti umani. Con grande sicurezza l'artista fa proprio uno stile impressionista. Il punto di riferimento principale è Medardo Rosso che dell'Impressionismo interpretò in scultura i principi fondamentali. Elementi che anche D'Aspro fa suoi sono lo studio dell'effetto cangiante della luce sulla materia che sembra da questa rivelata o meglio plasmata; il saper cogliere l'attimo, quasi come in un'istantanea, di uno sguardo, di un sorriso, di un atteggiamento e immortalarlo nel momento stesso in cui sta per mutare. In queste sue tipiche sculture D'Aspro rinuncia programmaticamente a una definizione precisa dei volumi e dei contorni. Col passare del tempo viene adottato dall'artista un genere di ritrattistica più ufficiale dalle dimensioni monumentali che rivestono per il genere un ruolo di maggiore solennità. È questo il caso della Testa del filosofo Lorenzo Giusso (1947) che aveva la cattedra nell'ateneo cagliaritano, del pittore Melis Marini, del busto dell'avvocato Francesco Manfredi, dei busti in marmo di Pierluigi da Palestrina e di Giuseppe Verdi per il Conservatorio di Cagliari, del musicista Enzo de Bellis, del professor Carlo Maxia docente all'Università di Cagliari e altri ancora. Indubbiamente ispirati al più ortodosso realismo, questi ritratti si distaccano da un altro filone più mistico e idealizzante nel quale si inserisce, per esempio, un suo capolavoro quale la Santa Caterina e un Ritratto di fanciulla dall'ovale perfettamente "pierfrancescano" con una corona di capelli che sottolinea la purezza dei lineamenti. Franco D'Aspro palesa, quindi, anche nel ritratto un eclettismo di fondo che, lungi dall'essere elemento negativo, testimonia ancora una volta la capacità dell'artista di passare senza incertezza alcuna da un linguaggio a un altro, rimanendo sempre se stesso.

il ritratto